Dante Dì 2020: Scuola di scrittura creativa prof.ssa Preta: Dialogo immaginario

Scuola di scrittura creativa

della prof.ssa Titti Preta 

Workshop “Dante 700” – Dante dì 2020 

classe III sezione B 

Liceo Classico Morelli – Vibo Valentia

MASTERCLASS DI SCRITTURA CREATIVA POSTMODERNA APPLICATA A

DANTE ALIGHIERI

IL DIALOGO IMMAGINARIO: 

“Amor che nella mente mi ragiona”

 

Incontro di Dante e Beatrice. Dante si trova seduto sul suo famoso sasso a pensare (era il suo “pensatoio”). Appena la vede incedere, si alza e, con fare disinvolto, la corteggia. Beatrice è con la sua nutrice Monna Tessa, , che si sente “il terzo incomodo”. Beatrice si dimostra (apparentemente) poco propensa al dialogo col poeta.

Dante: Salute a voi, Madonna Beatrice… o dovrei appellarvi Bice?

 Beatrice: Salute a voi, Messere Durante …. o dovrei dire Dante? Ma sempre su codesto sasso state a sedere? E che ci fate tutto il dì seduto?

Dante: Codesto sasso è il mio pensatoio. Ogni poeta, se è davvero tale, ha il suo luogo magico. Dove l’anima si rifocilla e lo spirito prende forma…  

Monna Tessa: Oh, sì. Questa la so! Leopardi se ne stava sull’ermo colle a scrutare l’infinito… e il naufragar gli era dolce in quel mare! 

Dante: Questo è il sasso dei pensieri. E’ qui che penso a voi, divina creatura. “Tanto gentile e tanto onesta pare, la donna mia…”

Beatrice sbuffa: …si, lo conosco bene codesto sonetto. Dante, potreste cambiare repertorio?  

Dante non la ascolta: Questo sasso è la mia seconda casa.  Solo che spesso qui vengo disturbato. Poco fa è passato il solito importuno che mi pone, di anno in anno, le sue noiose domande come fossero un tranello, ma io non ci casco. Gli rispondo per le rime! E sui se ne va con le pive nel sacco.  

B.: … eh, se non le sapete voi le rime! Sempre con un rotolo di pergamena sottobraccio e in mano i codici miniati! Dove li avete presi? A Santa Croce o a santa Maria Novella? Oh, beh… poco importa.

Monna Tessa (curiosa): E cosa vi ha chiesto lo scocciatore?

Dante: L’anno scorso mi chiese a bruciapelo: “O Dante, qual è il miglio boccone?” e io rispuosi: “O grullo, E’ l’uovo!” e ieri mi ha chiesto: “Con che cosa?” E io, che mi ricordavo la sua domanda e la mia risposta: “Con il sale, grullo. ” gli ho detto secco… e lui è rimasto a bocca aperta. 

Monna Tessa: Oh, santa Reparata…! Che memoria prodigiosa! Peggio di Pico della Mirandola!

Beatrice si annoia, perché vorrebbe essere corteggiata: Oh Dantuccio, io vi considero un uomo dal cuor gentile…

Dante: Madonna Beatrice, sapeste… il mio cuore gronda lacrime. Altro che “al cor gentile rempaira sempre Amore”. Quel Guinizelli a volte lo detesto! Angoscia trasuda il mio cuore. 

Beatrice: Oh, questa è bella. E perché mai soffrite? Non certo per me. Vi rammentate la prima volta in cui incrociammo i nostri sguardi intrisi di purezza? E io che con voce tremante vi salutai?

Dante: Come potrei dimenticare la sensazione che provai in quel medesimo istante? E’ stato come se un angelo fosse apparso dinanzi a me. Ma suvvia, Beatrice, perché mi chiedete questo?

Beatrice: Perché voi, Dantuccio mio, mi avete solo illusa! In chiesa avete iniziato a rivolgere le vostre attenzioni ad una donzella che, se vogliamo dirla tutta, con me non ha niente a che vedere! Io non ho inteso questa vostra contraddizione!

Dante: Madonna, io lo feci per voi, per non rovinare la vostra eccellente reputazione, per non far capire agli altri che avevo occhi solo per voi… “Amor che nella mente mi ragiona…” (Dante ha la testa tra le nuvole)

“Donne che avete intelletto d’amore…”

Monna Tessa: E via di seguito: “Amor ch’a nullo amato, amar perdona…” Amor che move il cielo e l’altre stelle… Amore sempre amore!    

Beatrice: Durante, suvvia! Basta con l’amore! Tutte codeste parole… mi rincrescono! Tutta codesta cortesia! Tutta codesta devozione! Che me ne faccio? Io, quasi quasi, vi levo il saluto!

Dante: Dolce Beatrice, Somma Beltà, voi siete la luce dei miei occhi. Se mi levate il saluto, mi levate la vita!

Beatrice: Oh quante parole. Ma tu, Dantuccio mio bello, non ti annoi a parlare sempre così tanto?  Sai che fo? Vado a farmi un giro sui lungarni… magari trovo un messere capace di fare i fatti, non le parole!  

Monna Tessa: “Parole, parole, parole…” tre volte (canzone di Mina)

Beatrice (canta): Fiumi di parole, fiumi di parole tra noi … prima o poi ci portano via. Ti darò il mio cuore, ti darò il mio cuore se vuoi. Se vuoi, ora parla con lui, ora parla con lui!

Monna Tessa: Addio, Dantuccio. La mia infanta ti ha dato il ben servito. Ah, gli stilnovisti… che pizza!