Il piacere di leggere con i bambini – Prof.ssa Maria Concetta Preta scrittrice

Il piacere di leggere con i bambini
Prof.ssa Maria Concetta Preta
Circondate i vostri ragazzi di libri, e fate in modo che vi vedano leggere. Fate in modo che capiscano quanto vi piace, leggere. Non potete pretendere che si innamorino della lettura se non vedono leggere voi, e se non hanno a disposizione dei libri da poter sfogliare quando ne hanno voglia. Il cosiddetto libro per ragazzi, l’oggetto che appartiene solo a loro, in realtà non esiste. Esistono i libri brutti e i libri belli, tutto qui.

La narrativa per bambini e ragazzi è un universo parallelo nel mondo della letteratura. Si tratta di uno dei filoni più abbondanti e prolifici, capaci di riempire interi piani delle librerie, con volumi colorati di poche pagine cartonate, o veri e propri romanzi per lettori ai primi o primissimi passi.
Proprio per questa abbondanza, a volte orientarsi nella giungla dei titoli non è proprio semplicissimo. Ok, facile affidarsi ai classici della narrativa “per ragazzi”, come L’Isola del tesoro, Il richiamo della foresta o Il piccolo principe, che di generazione in generazione non tradiscono mai le aspettative. Ma quando si tratta di nuovi titoli o di classici meno noti, non è mica semplice scegliere tra gli scaffali!
Ma esiste davvero una letteratura “solo” per ragazzi? Forse no, nel senso che ne esiste una che viene classificata così, appunto, per ragazzi, ma la verità è che la letteratura è, semplicemente, letteratura.
Detto questo, proverò a proporvi una lista di alcuni titoli che potrebbero acchiappare un pubblico sempre più lontano dalla lettura. Non è una classifica, mi raccomando!
– Alice nel Paese delle meraviglie – Lewis Carroll
Per Wystain Hugh Auden il 4 luglio 1862 è stato «un giorno memorabile per la storia della letteratura quanto il 4 luglio 1776 lo è per quella americana». Proprio quel giorno, infatti, il reverendo Charles Dogson di Oxford decide copertina_Scrimbialongobardi2longobardi7lobListenermaggiolibrifiaba2di portare con sé in barca lungo il Tamigi le tre figlie del suo amico Henry Liddell: Lorine, Edith e Alice. Dogson, anche insegnante di matematica, ad un certo punto tira i remi in barca e i quattro cominciano a scivolare piano lungo il fiume. «Raccontaci una storia» chiede una delle bambine, e lui l’accontenta. Inizia così ad inventare la vicenda di una ragazza di nome Alice imbastendo una trama che l’avrebbe poi portata in uno strano luogo incantato. Alla fine, Alice chiede a Dogson di scrivere quella storia, così da poterla rileggere. Dogson esaudisce il desiderio della bimba e riscriverà la storia adottando lo pseudonimo di Lewis Carroll.
–  Le avventure di Tom Sawyer, di Mark Twain
Verso la fine dell’Ottocento la letteratura per ragazzi comincia ad estendersi anche negli Stati Uniti. Mark Twain disegna due personaggi divenuti ormai dei veri e propri beniamini in tutto il mondo: Tom Sawyer e Huckleberry Finn. Mentre il personaggio di quest’ultimo è basato su un ragazzo realmente esistito che Mark Twain aveva conosciuto nel Missouri, quello di Tom Sawyer non è invece ispirato a una persona soltanto. Di lui «ce n’è tanti in città» dirà l’autore. Probabilmente Twain aveva fuso le figure di due amici di scuola con le sue stesse avventure giovanili, dando al protagonista «l’ordine composito dell’architettura». Dopo il primo romanzo, i lettori chiederanno a gran voce un seguito, ma Twain dirà che Tom e Huck non dovevano crescere e basta, altrimenti sarebbero diventati come alcuni «dei tanti personaggi insignificanti della letteratura».
Le avventure di Pinocchio – Carlo Collodi
Nel 1843 Carlo Lorenzini non è ancora Collodi: è un diciassettenne che lavora come garzone nella libreria-stamperia Piatti di Firenze. Un bel giorno Carlo s’imbatte in una pagina di un libro in cui si dà descrizione di una coppia di personaggi che gli si pianteranno per sempre nella mente. Due loschi figuri che avevano procurato all’autore-protagonista del libro, Filippo Pananti, una lunga e tragicomica sfilza di traversie. Dopo averlo avvicinato, abbindolato e derubato, i due lo avevano poi persuaso ad imbarcarsi su un bastimento sconquassato che poi avrebbe anche subìto l’arrembaggio dei pirati barbareschi. Questa vicenda sarà di ispirazione per il giovane Carlo per la creazione della sublime coppia di furfanti il Gatto e la Volpe, personaggi indimenticabili nel romanzo di Pinocchio.
–  L’isola del tesoro, di Robert Louis Stevenson
In una piovosa mattina di settembre del 1881, Robert Louis Stevenson e il figlio Lloyd decidono di trascorrere un po’ di tempo insieme disegnando con gli acquerelli la mappa di un’isola. Mentre colorano baie e montagne, Stevenson inizia a raccontare al ragazzo una storia proprio su quel luogo immaginario. In quel momento comincia però a sentirsi stranamente attratto dalla sua stessa creazione, tanto che deciderà di portarla nella propria camera per esaminarla meglio. «I futuri personaggi del romanzo cominciarono ad apparire fra i boschi immaginari, e i loro volti abbronzati e le armi lucide facevano capolino dai luoghi più inaspettati». Lo scrittore comincia a scrivere la sua nuova storia un capitolo per volta, leggendola poi al figlio la sera. La terminerà tre settimane dopo, con il titolo Il cuoco sul mare perché inizialmente il protagonista non doveva essere il giovane Jim Hawkins, bensì il cuoco Long John Silver un feroce diavolo con una gamba sola ispirato un suo grande amico e compagno di scuola, socievole ma attaccabrighe.
– La tigre della Malesia, di Emilio Salgari
Emilio Salgari è, in qualche modo, il padre dei romanzi destinati a «bambini cresciuti», come quelli con protagonista Sandokan. In poco più di quarant’anni scriverà oltre cento romanzi ambientati in terre lontane: Caraibi, Sud-est asiatico, India, arrivando a sostenere di avere attraversato personalmente le foreste di Ceylon, di avere esplorato il Sudan e di avere incontrato Buffalo Bill in Nebraska. Ma l’autore nella sua vita avrebbe compiuto un solo viaggio: una breve navigazione lungo le coste dell’Adriatico, e per questo verrà soprannominato il «pirata in pantofole». Le sue vera fonte di ispirazione erano le conversazioni con i marinai del porto di Genova, prodighi di particolari esotici, nonché i romanzi popolari della collana “Biblioteca dei viaggi” e i resoconti del Giornale illustrato dei viaggi.
Emilio Salgari, I misteri della jungla nera: un passo:
“Il maharatto riprese i remi spingendo innanzi il gonga, il quale non tardò a giungere in un luogo dove il fiume stringevasi a mo’ di collo di bottiglia. Un buffo d’aria tiepida, soffocante, carica d’esalazioni pestifere, giunse al naso dei due indiani. Dinanzi a loro, ad un tre o quattrocento passi, apparvero molte fiammelle che vagolavano bizzarramente sulla nera superficie del fiume. Alcune, come fossero attirate da una forza misteriosa, vennero a danzare dinanzi alla prua del gonga, allontanandosi dipoi con fantastica rapidità”.
–  Winnie the Pooh, Alan Alexander Milnen
L’autore inglese aveva già scritto numerosi romanzi prima di dedicarsi alla letteratura per l’infanzia, quella che lo avrebbe reso celebre. L’ispirazione per la sua creatura più famosa, un orsacchiotto, gli viene una sera grazie al figlio Christopher. È infatti per esaudire una sua richiesta che il romanziere scrive una storia sull’orsacchiotto Pooh e la sua amicizia con un ragazzino di nome Christopher. «Ogni bambino ha un giocattolo preferito e ogni figlio unico ne ha particolarmente bisogno» dirà il figlio una volta adulto. «Pooh era il mio».
– Il piccolo principe , Antoine de Saint-Exupéry (1943)
All’inizio della Seconda Guerra mondiale l’aviatore francese Saint-Exupéry vive a New York, dove decide di rimanere in esilio volontario quando la Francia cade in mano ai nazisti. Aveva già intrapreso con buon successo la carriera di scrittore, aggiudicandosi anche vari premi. Per una decina d’anni aveva disegnato sulle lettere, margini di libri e persino tovaglie la figura di uno strano ometto con pochi capelli, che lui chiamava «il piccolo uomo solitario », fin quando un giorno il suo editore americano non gli aveva consigliato di farne il protagonista di un libro per l’infanzia. L’autore accoglie l’idea con entusiasmo e la storia del piccolo principe uscirà fluente dalla penna, ispirandosi a persone ed oggetti presenti nella sua vita. Saint-Exupéry scomparirà nel 1943 mentre stava sorvolando il Mediterraneo diretto in Africa; cosa gli sia accaduto è tutt’ora un mistero. E così la piccola principessa cui stava già pensando non vedrà mai la luce.
– La saga di Harry Potter di J. K. Rowling (1997)
Il primo dei romanzi della Rowling, uno dei più straordinari fenomeni letterari degli ultimi anni, nato quasi per caso durante un viaggio in treno, ha un successo inatteso e strepitoso prima in Inghilterra, poi nel mondo intero. Si tratta di un ciclo di otto romanzi che hanno avuto una trasposizione cinematografica con cifre da record. Obbligatorio averlo in libreria. Ecco un passo da : Harry Potter e il prigioniero di Azkaban.
“Harry faceva colazione ogni mattina al Paiolo magico, osservando gli al-tri ospiti: buffe streghette di campagna, in città per un giorno di shopping; maghi dall’aspetto venerabile che discutevano l’ultimo articolo su Trasfigurazione Oggi; stregoni dall’aria selvatica, nani rauchi e una volta perfino una fattucchiera, che ordinò un piatto di fegato crudo parlando attraverso un pesante passamontagna di lana. Dopo colazione Harry andava nel cortile sul retro, estraeva la bacchetta magica, colpiva il terzo mattone da sinistra sopra il bidone dell’immondizia e faceva un passo indietro mentre nel muro si apriva il passaggio che portava a Diagon Alley”.
– Roald Dahl, Matilde: un classico per grandi e piccini. Ecco un passo famosissimo:
“Pensate alle sofferenze degli insegnanti, costretti a sorbirsi le stupide vanterie di genitori orgogliosi; per fortuna possono vendicarsi al momento delle pagelle. Se fossi un insegnante, mi prenderei il gusto di qualche bella nota pungente. «Il vostro Massimiliano» scriverei, «è un totale disastro. Spero per voi che abbiate un’azienda di famiglia dove sistemarlo dopo gli studi, perché non riuscirebbe a trovare lavoro da nessun’altra parte». Oppure, se quel giorno fossi in preda a un estro poetico: «Strano ma vero: le cavallette hanno gli organi dell’udito ai lati dell’addome. Vostra figlia Vanessa, a giudicare da quel che ha imparato questo trimestre, non li ha da nessuna parte”.
–  Rudyard Kipling, Il libro della jungla: tassativo averlo! Ecco un brano:
“Anche nell’India popolosa, un uomo non può sedere un giorno immobile senza che gli esseri selvatici vi corrano sopra come se fosse una roccia; ed in quel luogo desolato ben presto gli esseri selvatici che conoscevano bene il santuario di Kali, tornarono ad osservarne l’intruso. I langtrs, le grosse scimmie dell’Himalaya, dalle fedine grigie, furono naturalmente i primi, poiché la curiosità li divora, e quando ebbero rovesciato e fatto ruzzolare sul pavimento la ciotola, e tentato coi denti il manico di ottone della gruccia, e fatto delle smorfie alla pelle di antilope, finalmente conclusero che quell’essere umano, che sedeva così immobile, dovesse essere inoffensivo”.
–  Jules Verne, Il giro del mondo in 80 giorni come dimenticarlo? Leggete un brano:
“Che faceva in questo frattempo Phileas Fogg? Si potrebbe credere che, sempre inquieto ed ansioso, egli si preoccupasse dei cambiamenti di vento in grado di ostacolare la marcia della nave, dei movimenti disordinati dei marosi che rischiavano di provocare un incidente alle macchine, si preoccupasse insomma di tutte le possibili avarie che, obbligando il «Mongolia» a riparare in qualche porto, avrebbero compromesso il suo viaggio”.
– Charles Dickens, Il circolo Pickwick… un estratto:
“Il signor Tupman si guardò intorno. Il vino, che aveva esercitato la sua influenza soporifera su Snodgrass e Winkle, aveva anche ottenebrati i sensi del signor Pickwick. Questo egregio uomo era gradatamente passato pei vari stadi che precedono il letargo prodotto da un buon desinare. Avea subito le solite transizioni dall’eccesso dell’allegria alla più profonda tristezza, e dalla più profonda tristezza all’eccesso dell’allegria”.
– Gianni Rodari,  Le favole al telefono
“In principio la terra era tutta sbagliata, renderla più abitabile fu una bella faticata (…) C’erano solo gli uomini, con due braccia per lavorare, e agli errori più grossi si poté rimediare. Da correggere, però, ne restano ancora tanti: rimboccatevi le maniche, c’è lavoro per tutti quanti”.
Non dimenticate: Italoe Calvino e Mario Lodi e Buona lettura coi vostri figli
Prof.ssa Maria Concetta Preta – scrittrice