“Sul filo della Memoria” di e con Titti Preta all’Archivio di Stato con l’UICI -VV

Primo incontro del “Laboratorio di Ascolto di Letture Inclusive e Condivise per i Ciechi e gli Ipovedenti” ideato dalla scrittrice Titti Preta

 

“Un cammino a passi felpati sul magico filo della memoria, per incedere con maggiore sicurezza nel presente”.  

Questo uno degli spunti offerti dall’autrice durante il  Laboratorio di Ascolto di Letture Inclusive e Condivise, il cui primo appuntamento si è tenuto il 15 gennaio 2019 presso l’Archivio di Stato di Vibo Valentia, con al centro il giallo mistery “Il segreto della ninfa Scrimbia”.

L’obiettivo è l’ abbattimento di ogni barriera, in modo che la cultura sia davvero per tutti e l’inclusione si concretizzi sempre di più.

La presenza di molti studenti liceali, nonché di soci e dirigenti U.I.C.I., ha reso ancora più intenso il singolare momento di cultura e riflessione, che ha fornito l’occasione per esprimere alcuni brevi pensieri, a volte intrisi di melanconia, sulla bella e travagliata città di Vibo Valentia, un tempo “giardino sul mare”.

In effetti, quella della ninfa Scrimbia è una storia ricca di legenda tutta ipponiate, della quale rimangono in città tre memorie ben dislocate, ma decisamente trascurate: una antica fontana di cui, oggi, resta solo un’arida pietra, mal collocata tra due ali di cemento sul viale Alcide De Gasperi (che meriterebbe ben altra sistemazione); un altorilievo bronzeo che apre il racconto storico sulle Porte del Tempo del Duomo di Santa Maria Maggiore e San Leoluca; una scultura di Reginaldo D’Agostino nella fontana di piazza Municipio.

Il pomeriggio è stato dedicato, in modo speciale, dall’autrice ai tanti non vedenti e ipovedenti presenti in sala, i quali – per il tramite del presidente dell’Unione Rocco De Luca – hanno espresso l’intenzione di effettuare la trascrizione in braille e la registrazione audio del particolarissimo testo, al fine di renderlo fruibile al maggior numero possibile di compagni d’ombra.

L’affascinante viaggio tra parole che divengono indelebili segni si è reso possibile grazie alle voci di: Marilena Di Renzo (Direttrice dell’Archivio di Stato), Domenica Cacciatore (Dirigente Scolastico), Romina Candela (Presidente Comitato “Crisalide”), Carla Piro (Cultrice dell’Arte), Orsola Meligrana (Dottoressa in Lettere e Filosofia). Un tocco speciale è stato regalato dalla stessa Maria Concetta Preta e dalle letture di alcuni allievi del Liceo Classico “Michele Morelli” di Vibo.

 

Così la dichiarazione dell’autrice in apertura:

Il nostro incontro si basa sulla parola parlata, non tastata. Credo fermamente che, oltre che il tatto, anche l’ascolto della parola ne faccia emergere la piacevolezza, quasi plastica e carnale, che porta, attraverso il sentito, alla definizione dell’immagine e rende concreto ciò che è astratto o esiste nella mente di chi scrive. Per questo ritengo che la “parola sia sensuale e tattile”. Per questo ho ideato questo ciclo di letture a voce alta inclusive e condivise, un Percorso letterario ed espressivo basato sul senso empatico dell’ascolto, evocativo del “vedere”. Dunque Letture ad alta voce, e voce come dono per stimolare sensazioni e visioni, secondo una “sensuale sinestesia” della parola.  Come si accede alla realtà? In parte direttamente, attraverso i sensi, e in parte utilizzando un accesso indiretto: l’opera d’arte. Proust soleva dire che noi sottoutilizziamo i sensi, incameriamo conoscenze e pensieri come “lastre fotografiche non sviluppate”, fermandoci al sentito, non all’ascolto. Il nostro sarà un viaggio, come ogni volta che si legge. Percepiremo noi stessi attraverso i sensi, in particolare l’ascolto. In un mondo che va a velocità supersonica ascoltare con empatia e condivisione è un momento di contro-correnza e di protesta.   Inoltre, dato che non sempre udire è scoltare, rivolgersi a un particolare tipo di pubblico, gli ipovedenti… – ricrea l’atmosfera giusta per l’ascolto. Leggendo poesia o prosa si attivano canali sensoriali altrimenti sopiti e si potenziano le nostre percezioni, guidate alla comprensione del mondo.”

Il prossimo 12 febbraio, seguirà un secondo appuntamento per continuare nell’esplorazione dell’emozionante libro di Titti Preta, del quale proponiamo poche righe che ben introducono nel “favoloso mistero”.

Vibo Valentia, ottobre 1973.Fiorella Paribeni, antichista ed epigrafista alla Sapienza, viene invitata quale ospite d’onore al Simposio culturale per i “Cento anni dalla visita di Theodor Mommsen a Monteleone”. Ad attenderla però ci sono una serie di misteri da svelare legati a un millenario culto segreto in onore di una ninfa silvestre. Loschi figuri si aggirano nella città del Sud ricca di leggende, miti, monumenti e superstizioni e che si è risvegliata da un lungo torpore in occasione dell’evento. Tanti personaggi che verranno in contatto con la studiosa, sempre più risoluta a compiere la sua fantastica avventura. Ma non sarà sola: con lei il fascinoso Federico Ghislandi, la sua segretaria Paola e il commissario Valente. Strane sparizioni e morti sospette tingono di giallo e di rosso la settimana che Fiorella passerà a Vibo.