Titti Preta legge “I poematti” di Pierpaolo Pellegrino

Un libro “che serve”: I Poematti di Pierpaolo Pellegrino.

Un libro che serve.

 Serve a svelarci l’esistenza di un mondo parallelo di anime maldestre, relitti di persone realmente vissute, allegorie dell’A., sue moltiplicazioni e proiezioni in uno specchio rovesciato, che lo aiutano a capire il mondo.

I poematti: un’esclusiva crasi del suo estro compositivo, che soggiace a regole prosodiche, alla ritmica metrica, com’è nella tradizione aulica. Una metrica “ingenua”, naif nel senso nobile del termine, protoromantica e pura, come di chi poeteggi all’alba della civiltà, alla stregua del rapsodo omerico, senza coscienza critica, in maniera puerile e innocente.

I poematti: galleria di anime incontaminate, che incantano senza le ingannevoli malìe da sirene e che perciò non stornano il viaggio del neo-Ulisse alla scoperta di sé.

Anime che emozionano, infondono pathos, avvolte nell’anonimato dei loro intermundia, ma a differenza degli impassibili dèi lucreziani, si prendono cura di noi, perciò ogni lettore potrà ritrovarsi in una delle tante figurazioni dei poematti.

Un libro che ci serve, dunque.

Prof.ssa Maria Concetta Titti Preta